ANDY CAPP
Quando nel 1957 Reginald Smythe ideò il suo personaggio cartaceo fu un successo immediato.
Andy, infatti, rispecchiava il tipico rappresentante della working class britannica,
lentamente avviata al declino e alla crisi che sarebbe poi esplosa nei primi anni ’80 con il governo della Tatcher.
Smythe ..Capp non è un fallito, né un povero di spirito, né si sente tale. Non recita nessuna parte,
non fa finta e la sua indolenza ed accidia, non è un partito preso ideologico,
o il cercare di darsi un tono di essere in; ..Capp è un ribelle, un menefreghista, è un tipo borderline,
ma non gliene importa nulla. Non che gli manchino la forza, o altre capacità,
semplicemente non accetta di muoversi, a comando, a vantaggio, o in ossequio d’un autorità altrui,
accettando una qualunque soggezzione.
Capp non è colpevole, non si sente colpevole,
solo la società lo reputa tale, e lo scomunica, lo esorcizza.
Ma lui non si sente inadeguato, Capp di Smitte è un personaggio in cui trionfa il concetto di individualismo,
egli non accetta di diventare una rotella dell’ingranaggio,
anche se dalla società e colpito, e boicottato. Andy è un stereotipo di satira sociale graffiante e irriverente,
tutto quello che vorremmo fare e quello che vorremmo essere se potessimo. È entusiasta per molte cose,
lo sport, la birra, il calcetto, il biliardino... Nella società il più delle volte tocca fare solo ciò che non piace,
sobbarcarsi oneri e seccature; Andy, invece, s’impegna e dà tutto solo nelle cose a lui congeniali
E la nostra voglia di essere liberi, di combattere, di dire basta..